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12 OTT 2025

Sanatoria urbanistica: cos’è, come sanare un abuso e quanto costa


Stai pensando di vendere casa, ma ti sei accorto che c’è qualcosa che non torna nei documenti? Magari una veranda chiusa senza autorizzazione, un tramezzo spostato senza permessi o un soppalco costruito “di fortuna”?

Quello che hai fatto (o che ha fatto il vecchio proprietario) è, tecnicamente, un abuso edilizio. E no, non puoi semplicemente sperare che nessuno se ne accorga. Perché oggi, senza regolarità urbanistica, non si vende.

La buona notizia è che esiste una procedura legale per rimediare: si chiama sanatoria urbanistica. In questo articolo ti spiego in modo semplice e completo cos’è, quando puoi farla, quali sono i documenti da preparare, i tempi e i costi.

Cos’è la sanatoria urbanistica

La sanatoria urbanistica è una procedura che consente di regolarizzare un abuso edilizio, ossia una modifica fatta su un immobile senza autorizzazioni o in difformità ai titoli edilizi.

Attenzione: non è una “scorciatoia” per condonare abusi gravi. Non è neanche un lasciapassare automatico. È un atto tecnico-amministrativo che richiede una verifica precisa della normativa urbanistica vigente e l’intervento di un tecnico abilitato.

Quando è possibile sanare un abuso?

La prima regola d’oro è questa: puoi sanare un abuso edilizio solo se oggi quella modifica sarebbe legittima secondo le norme urbanistiche comunali.

In altre parole, è possibile sanare solo:

  • abusi minori, come piccole modifiche interne, spostamenti di pareti non portanti, aperture di finestre, chiusura di verande o balconi;
  • interventi conformi alle normative attuali, anche se eseguiti senza titolo a suo tempo.

Non è possibile sanare:

  • abusi su immobili vincolati o soggetti a tutela paesaggistica (salvo casi eccezionali);
  • aumenti di volumetria non autorizzabili oggi;
  • costruzioni totali prive di permesso in aree non edificabili.

Per questo, il primo passo è una verifica urbanistica da parte di un tecnico (geometra, architetto o ingegnere).

Tipologie di sanatoria urbanistica

1. Accertamento di conformità (art. 36 del DPR 380/01)

È la procedura ordinaria di sanatoria. Si può attivare quando l’intervento risulta conforme sia alla normativa urbanistica vigente oggi, sia a quella in vigore al momento dell’intervento.

2. Permesso in sanatoria (art. 37 del DPR 380/01)

Si applica per opere minori eseguite senza SCIA o CILA. Richiede il pagamento di una sanzione e la regolarizzazione della pratica.

3. Condono edilizio (caso eccezionale)

È un procedimento straordinario previsto da leggi speciali (1985, 1994, 2003) e non è più attivo oggi, salvo proroghe regionali su vecchie pratiche. Attenzione a non confondere condono e sanatoria: oggi è possibile fare solo sanatoria ordinaria, se ci sono i requisiti.

Come funziona la procedura di sanatoria: tutti i passaggi

Passo 1: Sopralluogo e rilievo tecnico

Un tecnico abilitato verifica lo stato attuale dell’immobile e confronta l’intervento con le norme urbanistiche comunali.

Passo 2: Predisposizione della pratica

Il tecnico prepara la documentazione necessaria:

  • relazione tecnica descrittiva;
  • nuova planimetria aggiornata;
  • relazione fotografica;
  • modulo di accertamento di conformità (o SCIA in sanatoria);
  • calcolo degli oneri e delle sanzioni.

Passo 3: Presentazione in Comune

La pratica viene protocollata e inizia l’iter di verifica. I tempi variano da Comune a Comune, ma di norma servono dai 30 ai 90 giorni.

Passo 4: Approvazione e aggiornamento catastale

Una volta approvata la sanatoria, il tecnico aggiorna anche la planimetria catastale con procedura DOCFA.


Quanto costa la sanatoria urbanistica?

Il costo dipende da diversi fattori:

1. Oneri comunali e sanzioni

  • Sanzioni fisse: da 516 a 1.000 euro circa (per SCIA in sanatoria);
  • Oneri concessori: variano a seconda del Comune e della metratura dell’intervento.

2. Parcella del tecnico

  • Da 300 a 1.500 euro in base alla complessità dell’intervento.

3. Eventuali diritti di segreteria

  • Costi burocratici da 50 a 200 euro circa.

Totale stimato?

In media, tra 800 e 2.500 euro per le sanatorie più comuni. Ma possono salire in caso di abusi complessi o immobili vincolati.


Posso vendere casa se c’è un abuso edilizio?

No, non puoi legalmente vendere un immobile con abusi non sanati.

La legge impone che l’immobile sia conforme sia urbanisticamente che catastalmente. In caso contrario:

  • il notaio non può rogitare;
  • l’acquirente può recedere dal contratto;
  • potresti subire una denuncia per dichiarazioni mendaci.

Ecco perché ti consiglio sempre di fare un check urbanistico e catastale completo prima di mettere casa in vendita.


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Richiesi una consulenza GRATUITA con un nostro tecnico di fiducia: controllerà tutti i documenti necessari e le verifiche indispensabili per analizzare in profondità la situazione per il tuo immobile e ti indicherà tutti i passaggi che devi effettuare per regolarizzare il tutto.

In alternativa, puoi scaricare la mia guida ufficiale per vendere casa, dove ti spiego in modo semplice tutti i controlli da fare prima di mettere casa in vendita. Con esempi pratici, checklist e consigli utili per evitare blocchi, perdite di tempo o problemi con il notaio.


Conclusione

La sanatoria urbanistica è una procedura fondamentale per regolarizzare situazioni irregolari e vendere casa in sicurezza. Non sempre è possibile, ma se ci sono i requisiti giusti è la strada più veloce per risolvere un problema potenzialmente molto costoso.

Prima di mettere in vendita il tuo immobile, fai sempre una verifica tecnica approfondita. Ti farà risparmiare tempo, stress e ti permetterà di trattare al meglio il prezzo con un acquirente davvero interessato.

Se hai dubbi su un possibile abuso edilizio o vuoi un’analisi professionale del tuo caso specifico, contattami per una consulenza gratuita.

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